piccole storie d'Inverno Classico

Secondo Album · Modern Classical · Field Recording

Une Ètude piccole storie d'Inverno Classico

Un diario sonoro. Quattordici tracce che si aprono con il suono di una serranda al mattino e si chiudono con lo stesso suono — un cerchio perfetto attorno a una giornata invernale.

Anno 2018
Uscita 9 Nov
Tracce 14
Durata 38 min
Une Ètude — Piccole storie d'Inverno Classico
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Il cerchio
si apre.
Il cerchio
si chiude.
Il concept

Une Ètude - Piccole storie d'Inverno Classico non inizia con una nota musicale. Inizia con un suono del mondo reale: il cigolìo metallico di una serranda che si alza. In lontananza, gli uccellini — ovattati, quasi incerti, come avviene nelle mattine invernali quando l'aria ferma porta i suoni da distanze impossibili.

E si conclude esattamente allo stesso modo. La serranda che si abbassa. Gli uccellini che tornano. Un cerchio perfetto.

Questa scelta non è casuale: è il gesto compositivo più importante dell'album. Trasforma quattordici tracce in un unico racconto ciclico — una giornata invernale vissuta dall'apertura alla chiusura, o forse un'intera stagione condensata tra due istanti identici. È un invito: il ciclo si ripete, e in quel ripetersi c'è qualcosa di rassicurante.

Il titolo stesso porta questo peso. Ètude — in francese, "studio" — non si riferisce solo all'esercizio tecnico dei grandi compositori dell'Ottocento (Chopin, Liszt, Debussy), ma allo studio del tempo: l'osservazione paziente di ciò che accade tra un'apertura e una chiusura. Ogni brano è un appunto in un taccuino, una piccola storia annotata al volo prima che svanisca.

La Copertina
Une Ètude — copertina

Une Ètude — Gaetano Di Mauro, 2018

Lo spartito vuoto è già musica

La copertina di Une Ètude è il suo manifesto estetico in forma visiva. Sfondo nero assoluto. Testo in giallo Bebas — il nome in maiuscolo bold, il titolo in bianco, sotto in corsivo elegante la dicitura "piccole storie d'Inverno Classico". Al centro: nove righi musicali vuoti — un pentagramma moltiplicato, completamente privo di note.

È una delle copertine più concettualmente precise della sua discografia. Non descrive la musica: ne anticipa il metodo.

I Righi Vuoti — L'Invito
Un pentagramma senza note non è silenzio: è possibilità. Suggerisce che la musica non è ancora scritta — o che è talmente pura da non aver bisogno di essere fissata su carta. È un invito all'ascoltatore a "scrivere" i propri pensieri su quelle righe mentre ascolta.
Il Nero Assoluto — Il Freddo
Il nero non è vuoto ma densità. È il cielo invernale prima dell'alba, è la stanza con le tapparelle abbassate. Rispetto alla cover cosmica di Adagio Espressivo, qui non ci sono stelle — c'è solo il buio compatto del freddo, che rende ogni piccolo suono più nitido e prezioso.
Il Gold & White — Il Brand
Il giallo oro di "GAETANO DI MAURO" mantiene il filo visivo con il primo disco, ma il font più moderno e diretto segnala un'evoluzione: dal teatro romantico di Adagio Espressivo alla pulizia grafica di uno spartito contemporaneo. È l'eleganza di chi sa cosa vuole dire.
Inquadramento Storico

Tra Satie e Schaeffer: il suono come diario

Se Adagio Espressivo guardava a Beethoven e al Romanticismo tedesco, Une Ètude volta lo sguardo verso la Francia — verso Erik Satie e la sua "musica d'arredamento", verso il minimalismo impressionista di Debussy, verso la musica concreta di Pierre Schaeffer. Ma anche verso il presente: l'elettronica colta di Jon Hopkins, il minimalismo neoclassico di Ludovico Einaudi e la poetica di Yann Tiersen.

L'uso dei field recordings — registrazioni ambientali del mondo reale inserite nel tessuto musicale — colloca Di Mauro in una tradizione precisa che attraversa il Novecento: dai nastri di Schaeffer alle produzioni di Brian Eno, passando per i dischi di paesaggio sonoro di Luc Ferrari.

"Sul primo treno in partenza per iniziare un percorso nel profondo sé. Con la mente stravolta e senza meta, la decisione di suonare."

— Gaetano Di Mauro, note di copertina
1896
Satie

La Musica d'Arredamento — Il Minimalismo

Satie inventa una musica pensata per "abitare lo spazio" senza invaderlo. Le Gymnopédies e le Gnossiennes sono musica che accompagna la vita senza interromperla — il predecessore diretto di ogni Modern Classical.

1948
Schaeffer

Étude Aux Chemins De Fer — I Field Recordings

Pierre Schaeffer compone il primo brano di musica concreta usando registrazioni di treni. Il suono del mondo reale diventa materiale compositivo. La critica noterà l'eco diretto in Il treno in paese.

1975
Eno

Ambient Music — Il Silenzio come Strumento

Brian Eno formalizza il concetto di musica ambient: suono che coesiste col silenzio, che non richiede attenzione ma la premia se accordata. Un viaggio abita questo spazio con naturalezza.

2018
Di Mauro

L'Eclettismo Mediterraneo

Catania, novembre 2018. Di Mauro sintetizza tutto questo in un disco che la critica definirà: "un crocevia di Contemporary Classical, Jazz Fusion, Ambient e IDM". Non imitazione — metabolizzazione.

Analisi Musicale

Un armamentario sonoro in espansione

Rispetto all'esordio, Une Ètude allarga drasticamente il vocabolario. Non più solo il pianoforte solista come baricentro: qui si incontrano chitarra jazz-rock, sintetizzatori, elettronica, drums (Antonino Cortese), archi orchestrali e — soprattutto — i suoni del mondo. La scrittura rimane colta e raffinata, ma il colore è diventato molto più ricco.

I
Il Field Recording — Il Mondo Entra

I suoni ambientali non sono cornice: sono struttura. La serranda, gli uccellini, i rumori di un interno domestico, il paesaggio sonoro invernale — tutto contribuisce alla narrazione. Come nei film di Tati o nei dischi di Eno, il confine tra musica e vita si dissolve. La critica parla di "anima da library music nel senso più nobile del termine".

II
La Scrittura Cinematografica

Di Mauro descrive stati d'animo, non si limita a evocarli. La struttura dei brani più lunghi (oltre i tre minuti) segue una logica narrativa precisa: introduzione, sviluppo, trasformazione. Come quando si sente è definita dalla critica "una soundtrack orchestrale puntellata di elettronica". Il pensiero è visivo prima ancora che sonoro.

III
L'Eclettismo dei Generi

La recensione più tecnica elenca: downtempo, jazz-rock, ambient à la Brian Eno, IDM à la Jon Hopkins, sonorità orchestrali. Questi elementi non sono patchwork — convivono "con garbo ed equilibrio", come scrive la critica. Il motto di Di Mauro — "Finché è musica vale tutto!" — qui diventa prassi compositiva concreta.

I Brani

Quattordici tappe di una giornata invernale

L'album segue un arco narrativo preciso: dal risveglio mattutino all'introspezione serale, passando per il movimento, il freddo esterno, la quiete domestica e il viaggio interiore. I titoli in italiano — scelta rara nella discografia di Di Mauro — segnalano un'intimità nuova: questa volta la storia è vicina, è qui, è adesso.

Atto I
Il Risveglio
Atto II
Il Freddo Esterno
Atto III
Il Viaggio Interiore
Atto IV
La Riflessione
Atto I — Il Risveglio
01
Field Recording · Apertura Una mattina Il disco comincia prima della musica. Il cigolìo metallico di una serranda che si alza — il contatto tra l'interno e il mondo — poi gli uccellini in lontananza, ovattati dall'aria invernale. Il pianoforte entra subito dopo, timido e luminoso come la luce fredda dell'alba. Una melodia che "stira i muscoli". Il mondo si risveglia.
2:41
03
Verso la stazione Il ritmo si fa più presente. È il movimento quotidiano — il cammino verso una meta, i passi sul marciapiede gelato, il fiato che si vede nell'aria. Primo di due brani "di trasporto" che raccontano il paesaggio invernale attraverso la prospettiva di chi si muove dentro di esso.
2:52
Atto II — Il Freddo Esterno
05
Sta nevicando Il tempo rallenta drasticamente. La musica si fa "bianca" — le note cadono con intervalli larghi, imitando la caduta dei fiocchi che rendono ogni suono ovattato. È il momento in cui la città smette di correre. Un brano quasi statico nella sua bellezza, minimalista come un quadro di neve fresca.
2:38
06
Fuori casa Il contrario di "dentro". Uscire col freddo — quella soglia tra il caldo domestico e il gelo esterno che d'inverno ha una qualità quasi drammatica. Un brano che gioca su questo contrasto: il tema è semplice, quasi ingenuo, ma l'armonia porta con sé la tensione dell'esposizione al freddo.
2:51
08
Telefono televisione e pensieri Il rumore di fondo della vita moderna entra nella musica. Siamo all'interno, il freddo è fuori, ma non siamo soli — ci sono il telefono, la televisione, i pensieri che non smettono mai. Malinconia domestica e riflessiva, i pomeriggi al chiuso mentre fuori fa buio presto. Il brano che più di tutti cattura il suono della solitudine moderna.
2:48
Atto III — Il Viaggio Interiore
09
Un viaggio La critica lo definisce "ambient à la Brian Eno". Non è un viaggio fisico, ma mentale: lo spazio tra le note conta quanto le note stesse. Il disco qui si apre verso il più grande, verso l'astrazione pura. Un viaggio verso dentro — quello che si fa sdraiati sul divano con gli occhi chiusi mentre fuori nevica ancora.
2:53
11
Interlude · Passaggio Per la via / Interlude Il cammino serale. Il disco rallenta ancora, si prepara alla conclusione. Un momento di sospensione tra il viaggio interiore appena vissuto e la riflessione finale — come fermarsi un momento per strada prima di rientrare.
2:41
Atto IV — La Riflessione e la Chiusura
12
Pensando La mente ripercorre la giornata. Temi che tornano, come se la musica stessa stesse ripassando i propri appunti. Il brano ha una qualità riflessiva quasi meditativa — non malinconico, solo attento. Come leggere il proprio diario alla fine della giornata.
2:39
13
Pensavo prima Un gioco di specchi col brano precedente — non "sto pensando" ma "pensavo prima". La memoria si attiva, i temi si trasformano. È il momento in cui ci si rende conto che qualcosa è cambiato durante la giornata, ma non si sa ancora esattamente cosa.
2:44
Press & Recensioni

La critica ha scritto

Due recensioni indipendenti che convergono sullo stesso giudizio: un album di alta qualità compositiva, eclettico e personale, che premia chi si lascia trasportare.

Sergio Sciambra — Rockit.it

"Un'antologia, un carnet di schizzi, brevi impressioni o descrizioni più approfondite di paesaggi, momenti di viaggio e di osservazione, di pensieri. Una sorta di diario riflessivo, che va a formare una narrazione eterogenea ma personale e unitaria."

Album completo · 2018
Europa e Cultura Elettronica

"Gaetano Di Mauro è un musicista eclettico che spazia tra la musica rock, la contemporaneistica, la house e la elettronica ambientale. Consigliato a chi ama la musica di Ludovico Einaudi, Jon Hopkins, Yann Tiersen."

Aereoplano di carta · Il treno in paese · Come quando si sente
Analisi critica combinata

"Il brano migliore è Aereoplano di Carta, un downtempo dominato da una chitarra jazz-rock che assume in seguito le sembianze di un pezzo ambient/IDM alla Jon Hopkins. Le tracce cinematiche La Piccola Parte di Una Foglia e Come Quando Si Sente rappresentano il cuore contemplativo dell'album. Il treno in paese inserisce il disco nella stirpe di Schaeffer e Kraftwerk — musica concreta mediterranea."

Brani in evidenza: Aereoplano di carta · Come quando si sente · La piccola parte di una foglia
Riferimenti & Parentele

Sei artisti che abitano lo stesso spazio sonoro di Une Ètude — non come modelli da imitare, ma come conversatori silenziosi. La critica li ha citati esplicitamente; Di Mauro li ha metabolizzati nel suo modo.

Erik Satie
Gymnopédies
1888
Il padre di tutta la musica che "abita lo spazio". La sua idea di musica come arredamento — presente ma non invadente — è il DNA di ogni traccia dell'album. Satie insegna che la semplicità è una conquista difficilissima.
Pierre Schaeffer
Étude Aux Chemins De Fer
1948
Il primo compositore a usare suoni registrati — treni, in questo caso — come materiale musicale. Il treno in paese di Di Mauro è un omaggio inconsapevole (o forse no) a questa tradizione di musica concreta.
Brian Eno
Ambient 1: Music for Airports
1978
L'inventore della musica ambient come sistema autonomo: musica che si trasforma in paesaggio. Un viaggio condivide questa filosofia — il suono come spazio da abitare, non da attraversare.
Ludovico Einaudi
Divenire
2006
Il punto di contatto più diretto nel panorama italiano: la stessa cura per la melodia cantabile, la stessa capacità di rendere accessibile il contemporary classical senza banalizzarlo. La critica li nomina insieme esplicitamente.
Yann Tiersen
Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain
2001
La poetica delle piccole cose — la stessa che governa Une Ètude. Tiersen ha insegnato a una generazione che un tema semplice, eseguito con la giusta intensità, può contenere un universo intero.
Jon Hopkins
Immunity
2013
Il maestro dell'IDM colta — musica elettronica con la struttura emozionale di una composizione classica. La critica avvicina Aereoplano di carta al suo sound: downtempo che si trasforma, che cresce sotto la superficie.

Il cerchio
si chiude.
Poi ricomincia.

Une Ètude è il racconto di ciò che accade tra un'apertura e una chiusura. È la vita che scorre nelle piccole cose, nel freddo che ci spinge a cercare il calore dentro di noi. Ogni giornata invernale è uguale alle altre — e ogni volta è completamente diversa.

"Ad ognuno il suo suono.
Ad ognuno le sue note.
Ad ognuno il suo inverno."

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Disponibile su tutte le piattaforme digitali · 9 Novembre 2018

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