Terzo Album · Concept · Electronic · Ambient

TELEVISION

Un concept album sul rapporto tra l'essere umano e il medium zero. Dal broadcast all'accensione, dal documentario astronomico allo spegnimento. Un film per le orecchie.

Anno2019
Uscita3 Gen 2020
Tracce13
Voto AiM10/10

"Records that tell a story like a film not for the eyes but for the ears."

— Gaetano Di Mauro
On Air
Television — Gaetano Di Mauro
Scorri
CH
Il Medium
Zero.
Il Nulla
che trasmette.
Il Concept

Television è un concept album audace che analizza il rapporto tra l'essere umano e la scatola catodica. Ma non è un'operazione nostalgica o critica: è qualcosa di più sottile e più potente. Come scrive la critica, Di Mauro non crea semplici "cortocircuiti di senso" manipolando materiale sonoro degli anni '80-'90 — quello sarebbe vaporwave. Qui l'operazione è inversa e più ambiziosa: i suoni della televisione vengono rielaborati per costruire una narrazione indipendente e compiuta, una storia che esiste al di là del medium stesso.

Il filo conduttore è una sensazione, non una trama. In assenza di parole cantate — nessun Tommy, nessun Wall — il racconto viene affidato all'immaginazione dell'ascoltatore attraverso i titoli dei brani. Siamo noi lo spettatore, ma è Di Mauro a decidere cosa farci guardare. C'è il telegiornale con le notizie scandite alla velocità dei giri di basso, il telefilm poliziesco di cui viene cambiato canale dopo la sigla, il documentario astronomico su una galassia che porta il nome di un fiore.

Il disco è incorniciato dalla filosofia del sociologo Hans Magnus Enzensberger, che nel suo saggio Una nuova teoria della televisione: il medium zero sosteneva che questo mezzo trasmettesse il nulla. Di Mauro sembra abbracciare la tesi — ma poi la capovolge: dal nulla nasce sempre qualcosa. L'essere umano è un'antenna che percepisce segnali e li trasforma in emozione.

"All'inizio di tutti gli inizi non c'era niente... poi è arrivata la Televisione."

— Turn Off, Television (2019)

Rispetto a Une Ètude, la scaletta di Television è meno episodica, più fluida: favorita dalla stessa "consustanzialità" elettronica del medium preso in esame. È un album che scorre — come un palinsesto — senza stacchi bruschi, con la coerenza interna di chi sa dove sta andando fin dalla prima nota.

Inquadramento Storico

Dal tubo catodico alla sintesi elettronica

Television si colloca in un filone preciso della musica elettronica: quella che usa la tecnologia non come fine ma come metafora. Dai Kraftwerk che celebravano la fabbrica e l'autostrada, fino ai Boards of Canada che evocavano la televisione educativa dei ricordi d'infanzia, c'è una tradizione di artisti che trasformano il paesaggio mediatico in paesaggio sonoro.

Di Mauro si inserisce in questa genealogia portando la sua prospettiva mediterranea e la sua formazione eclettica: non c'è ironia fredda o distanza critica, c'è la poesia di chi ha guardato la televisione come un rito quotidiano e ne ha fatto musica.

La critica lo accosta a Ulrich Schnauss (il maestro del dreampop elettronico tedesco), Matthew S e il Berlin Babylon Project — tutti artisti che usano l'elettronica per creare spazi emotivi profondi, non solo paesaggi sonori.

1977
Kraftwerk
Trans-Europe Express — La macchina come protagonista

I Kraftwerk trasformano la tecnologia (treni, robot, autostrade, radio) in musica. Aprono la strada all'idea che il paesaggio industriale e mediatico possa essere non solo descritto ma diventare musica. Il DNA di Television.

1994
BoC
Boards of Canada — La nostalgia del broadcast

I fratelli Sandison costruiscono mondi sonori intorno ai ricordi della televisione educativa anni '70-'80. Melodie che sembrano corrose dal tempo, texture che evocano nastri magnetici. L'estetica più vicina all'universo di Television.

2002
Ulrich
Schnauss
A Strangely Isolated Place — Il dreampop elettronico

L'artista citato esplicitamente dalla critica come riferimento diretto. Schnauss costruisce paesaggi sonori di grande dolcezza emotiva usando sintetizzatori e layering. La stessa sensazione di "galleggiare" che caratterizza i brani ambient di Television.

2019
Di Mauro
Television — L'eclettismo catanese

Catania, dicembre 2019. Di Mauro sintetizza tutto questo con il suo vocabolario personale: progressive electronic, progressive house, indietronica, ambient. "Un disco audace, forte sia nel messaggio che nel modo in cui suona."

Analisi Musicale

Un palinsesto sonoro in sei generi

La critica identifica con precisione i registri musicali di Television: progressive electronic, progressive house, indietronica, ambient. Non sono etichette intercambiabili — ogni genere corrisponde a un'area precisa del palinsesto televisivo che Di Mauro sta descrivendo.

I
Il Flusso Elettronico

A differenza dei due album precedenti, qui la struttura è fondamentalmente elettronica. Non c'è una melodia affidata a uno strumento acustico come centro di gravità — tutto passa attraverso il sintetizzatore, il campionamento, il beat. Il risultato è una coerenza interna rara: il medium (l'elettronica) rispecchia il soggetto (la televisione elettronica).

II
La Narrazione per Titoli

Senza testi cantati, il filo narrativo è affidato completamente ai titoli dei brani. È un gioco raffinato che richiede la partecipazione attiva dell'ascoltatore — come nota la prima recensione, se ci si decide a giocare, "se ne esce più che soddisfatti". I titoli creano aspettative che la musica onora, tradisce o supera: Broadcast, Zapping, Channel 16, Turn Off.

III
Dal Pop Sintetico all'Ambient

L'album abbraccia un arco stilistico enorme — dal pop sintetico anni '80 all'ambient profondo — ma lo attraversa con naturalezza. Non è un esercizio di stile: è il riflesso fedele di un palinsesto televisivo reale, dove dopo il telegiornale viene la pubblicità e dopo la pubblicità viene il documentario astronomico. Ogni genere ha il suo posto e il suo senso.

Tracklist

Il palinsesto della serata

Tredici brani, una serata davanti alla televisione. Dalla trasmissione iniziale allo spegnimento finale — con telegiornali, telefilm polizieschi, documentari astronomici e una straordinaria chiusura poetica che vale da sola tutto il disco.

Titolo / Descrizione
Genere
Durata
Canale 1 — Apertura della trasmissione
01
Broadcast La trasmissione comincia. Non è un'apertura timida: è il segnale che parte, il monoscopio che lascia spazio all'immagine, quel momento in cui lo schermo buio si accende e tutto diventa possibile. Un'intro che stabilisce subito il codice estetico del disco: elettronica fluida, texture sovrapposte, la sensazione di un segnale in arrivo da lontano.
Electronic 3:42
02
Zapping Il gesto più televisivo in assoluto. La musica mima il passaggio rapido tra canali — frammenti che si sovrappongono, ritmi che cambiano, atmosfere che si interrompono prima di finire. È il brano dell'attenzione distratta, dell'inquietudine moderna che cerca stimoli senza fermarsi mai su nessuno.
Electronic 4:11
Canale 2 — Il telegiornale
Canale 3 — Il telefilm poliziesco
04
Ultra Light La sigla di un telefilm poliziesco — ritmo incalzante, tensione calibrata, quella sensazione di attesa prima che succeda qualcosa di importante. Ma come nota la critica, il canale viene cambiato dopo la sigla. Non sapremo mai come va a finire. Questo incompiuto è una delle trovate narrative più riuscite del disco.
Progressive Electronic 4:22
05
PP (Searching for) Secondo telefilm poliziesco, secondo cambio di canale dopo la sigla. La ripetizione del gesto è intenzionale: la televisione ci abitua all'incompiuto, ci fa iniziare storie che non finiremo mai. "Searching for" — la ricerca è l'unica costante. Anche questo brano ha la struttura di una sigla: energia accumulata che non trova sfogo.
Progressive Electronic 3:55
Canale 4 — Il grande ambient
Canale 5 — Il documentario astronomico
08
Channel 16 Un numero di canale preciso — non il primo, non l'ultimo, uno di quelli che si raggiunge dopo diversi click del telecomando. La musica ha quella qualità dell'inatteso: ci si ferma qui non perché sia il canale preferito, ma perché qualcosa cattura l'attenzione. Sonorità leggere, quasi eteree.
Indietronica 3:51
Canale 6 — Il secondo telegiornale
09
In My Time Il secondo "telegiornale" del disco, questa volta in zona progressive house. La stessa formula di Palinsesto — il basso che scandisce le notizie — ma con una texture diversa, più morbida, come il TG della tarda serata quando il mondo sembra già essersi fermato. Il tempo del titolo è quello soggettivo: nel mio tempo, le notizie suonano diverse.
Progressive House 4:44
Canale 7 — Il documentario / La pubblicità
11
Colors I colori della televisione — il segnale RGB, il test pattern, le barre colorate che appaiono quando la trasmissione finisce e prima che ricominci. Progressive electronic che evoca il caleidoscopio visivo dello schermo catodico. Anche un riferimento al colore come linguaggio: la televisione a colori come conquista, come sogno realizzato.
Progressive Electronic 4:02
12
Visions Le visioni — quelle che la televisione ci dà e quelle che ci porta via. Un brano di transizione verso la chiusura: la mente si popola di immagini accumulate durante la serata, il confine tra ciò che abbiamo visto e ciò che abbiamo immaginato si dissolve.
Electronic 3:31
Canale finale — Lo spegnimento

TURN OFF

Questi atomi,
che sono venuti a ballare con me,
andranno a ballare altrove.

Lascerò lì la mia musica.

— Turn Off, Television (2019)

Il medium trasmette il nulla.
Ma nell'artista, il nulla diventa sempre qualcosa.

Dal booklet
SMPTE Color Bars · Test Pattern
Dal booklet interno

EVERYTHING IS light

Tre parole scritte nel booklet interno del CD, accanto alle barre colori del test pattern televisivo. Non è un titolo, non è una didascalia — è la chiave filosofica dell'intero disco. La televisione trasmette luce modulata. La musica trasmette vibrazioni dell'aria. Tutto ciò che percepiamo è, in fondo, la stessa cosa: luce che cambia forma.

Enzensberger diceva che la televisione trasmette il nulla. Di Mauro risponde con tre parole: Everything is light. Non c'è nulla — c'è luce. Sempre.

Il Packaging Fisico

Un oggetto pensato nei dettagli

Il CD fisico di Television è un'opera di design completa. Ogni elemento — dalla copertina bianca con le barre SMPTE, alla back cover nera con i titoli in bold condensed, al booklet interno con "Everything is light" — è parte di un sistema visivo coerente che estende il concept dell'album nel mondo degli oggetti.

Copertina — Fronte & Retro
Television — copertina fronte

Sfondo bianco, barre colori SMPTE al centro — il test pattern televisivo universale che segnala "trasmissione attiva". In basso: il titolo in nero sobrio. Un'estetica che rovescia la palette dark degli album precedenti scegliendo la luce piena.

Back Cover — La Tracklist
Television — back cover

Sfondo nero, tipografia bold condensed centrata. Accenti rossi strategici: ADcast, EVERything we know PART, visiONS. Non è decorazione — è codice nascosto dentro la tracklist, parole dentro le parole.

Booklet Interno — Everything is Light
Television — inside artwork

L'interno del booklet porta le barre SMPTE su sfondo bianco e la scritta "Everything is light" — il manifesto filosofico del disco. Telecamere stilizzate, segnali visivi. La risposta di Di Mauro al "medium zero" di Enzensberger.

CD Fisico — Packaging Completo
Television — packaging completo

Il CD fisico con il disco nero, la jewel case trasparente e il booklet apribile. Un oggetto da collezione — in un'epoca di streaming, scegliere il formato fisico è già una dichiarazione di intenti.

Materiale Promozionale
Television — materiale promo
Back Cover · Codice 1
-BROADCAST

"AD" in rosso dentro "broadcast" — la pubblicità è già dentro il segnale prima ancora che il programma cominci.

Back Cover · Codice 2
-EVERYTHING WE KNOW PART

"EVER" — per sempre. "PART" — una parte. Tutto ciò che sappiamo è eterno e frammentario allo stesso tempo.

Back Cover · Codice 3
-VISIONS

"ONS" acceso in rosso: le visioni si accendono. Il canale della mente non ha un tasto OFF.

Press & Recensioni

La critica ha scritto

Tre voci critiche convergono: un album di autentica ambizione concettuale, che riesce a fare di un'idea sociologica complessa (il "medium zero" di Enzensberger) un'esperienza musicale emotiva e avvincente.

AiM — Alternative Indie Music 2000

"Un disco coraggioso. Il Catanese Gaetano Di Mauro confeziona un Concept Album elettronico strumentale di grande spessore — scorre in maniera sempre piacevole tenendoti compagnia come farebbe la Tv."

10 / 10
Album completo · 2020
Rockit.it — Anteprima

"Gaetano Di Mauro fa un esperimento parecchio interessante. Se si decide di giocare a questo bel gioco, se ne esce più che soddisfatti, perchè, a parte tutto, la musica è ben fatta. Si sentono i variegati ascolti e le influenze alle spalle."

Brani: Turn Off · Palinsesto · Lampranthus
Europa e Cultura Elettronica — Analisi estesa

"La musica di Di Mauro non si limita a commentare, ma produce senso. Una vera e propria esperienza sensoriale che dalle orecchie si trasmette al cervello, creando immagini vere e proprie. Di Mauro si trova a rielaborare i suoni della televisione per raccontarci una vera e propria narrazione indipendente e compiuta, che cerca di analizzare il nostro rapporto più o meno intimo con questo media. Il taglio di Di Mauro continua ad essere poetico ed emozionale."

Consigliato a: Ulrich Schnauss · Matthew S · Berlin Babylon Project · Brani migliori: Everything We Know · Sonico · Lampranthus · Palinsesto
Riferimenti & Parentele

Sei artisti che abitano lo stesso spazio di segnale di Television — da chi ha usato la macchina come musa fino ai costruttori di paesaggi onirici elettronici. La critica ne ha citati alcuni esplicitamente; gli altri sono presenti nello spirito del disco.

Kraftwerk
Radio-Activity
1975
I pionieri della musica che usa il medium come soggetto. Radio, televisione, trasmissione: il catalogo Kraftwerk è l'enciclopedia della musica che si fa suonare dai propri strumenti. Il loro approccio concettuale è il modello diretto di Television.
Boards of Canada
Music Has the Right to Children
1998
La nostalgia della televisione educativa come materia musicale. I BoC usano melodie corrotte e texture degradate per evocare ricordi mediati dallo schermo. È il precedente più vicino emotivamente all'universo di Television.
Ulrich Schnauss
A Strangely Isolated Place
2003
Citato esplicitamente dalla critica. Il maestro del dreampop elettronico tedesco costruisce ambienti sonori di grande dolcezza con sintetizzatori e layering. La qualità "galleggiante" dei brani ambient di Television — in particolare Everything We Know — richiama direttamente questo mondo.
Jon Hopkins
Immunity
2013
L'IDM colta che fonde struttura classica ed elettronica contemporanea. La progressione armonica raffinata che caratterizza i momenti più intensi di Television ha la stessa qualità costruttiva dei brani di Hopkins — musica che sembra improvvisata ma è architettata con precisione millimetrica.
Ennio Morricone
Colonne sonore televisive
1960–80
La critica parla di "suggestioni che fanno pensare a una colonna sonora televisiva". Morricone ha scritto musica per la RAI per decenni — quella musica di accompagnamento che entra nella memoria prima ancora di essere notata. Di Mauro eredita questa tradizione italiana senza citarla mai direttamente.
Hans Magnus Enzensberger
Una nuova teoria della televisione: il medium zero
1988
Non un musicista ma il filosofo che ha ispirato il concept. La sua tesi — la televisione trasmette il nulla — è il punto di partenza che Di Mauro accetta e poi capovolge: dal nulla dell'antenna nasce sempre qualcosa. La teoria incontra la musica e perde la sua freddezza.

Accendi. Ascolta. Spegni.

Disponibile su tutte le piattaforme digitali · 3 Gennaio 2020

Spotify Apple Music Recensione AiM 10/10 ↗ ← Adagio Espressivo ← Une Ètude Discografia