Quarto Album · Post-Apocalyptic Concept · Rock · Fusion · Electronic

AUSOSA

Macerie, relitti, fumo — e un arcobaleno impossibile che sorge sopra tutto. In un mondo post-apocalittico, un musicista sopravvissuto trasforma la distruzione in speranza. Un viaggio umano verso la luce.

Anno2024
Tracce9
TipoAlbum
OrdineIV° disco

"Ausosa è un viaggio musicale che cattura l'essenza dell'umanità nel confrontarsi con un'apocalisse, trasformando la disperazione in speranza e la distruzione in bellezza."

— Gaetano Di Mauro
Ausosa — Gaetano Di Mauro
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IV
Il musicista
e le macerie.
La musica
come atto
di sopravvivenza.
La sinossi

In un mondo post-apocalittico, un musicista sopravvissuto alla devastazione si ritrova a vagare tra le macerie di una città ormai deserta. L'aria è densa e silenziosa, rotta solo dal vento che sibila tra gli edifici in rovina. Non ha niente — ma ha la musica. E la musica, qui, non è intrattenimento: è l'unico atto di resistenza possibile.

Inciampando tra le rovine, scopre Jebel Sahaba — un antico manufatto risalente a una civiltà dimenticata che custodisce una storia millenaria. La melodia del passato risuona nella sua mente. Inizia a comporre. Trova tra le macerie ossa di seppia — fragili strutture organiche che diventano strumenti insoliti nelle sue mani, producendo suoni unici e misteriosi.

La sua musica si diffonde tra i sopravvissuti diventando un segno di speranza e di comunità. Ma la tentazione di arrendersi è sempre presente. Di fronte alla disperazione, trova una vecchia radio abbandonata. Nelle vecchie registrazioni — interviste, telegiornali, voci di un mondo che non c'è più — trova la forza di continuare.

"Le cicatrici della distruzione sono visibili ovunque. Eppure non possiamo permetterci di cedere al buio."

— Dal manifesto di Ausosa

Il viaggio lo porta verso le leggendarie Eirene's Flowers — fiori mitici che simboleggiano pace e riconciliazione. Attraverso deserti bruciati e foreste devastate, guidato dalla sua musica, raggiunge infine una radura illuminata da raggi dorati. Lì lo attende un antico carro dorato — icona di speranza, simbolo che la bellezza non è stata distrutta: è solo nascosta sotto le macerie, aspettando di essere ritrovata.

La Copertina
Ausosa — copertina ufficiale

Ausosa — Gaetano Di Mauro, 2024 · Copertina ufficiale

Il paesaggio dopo la fine

La copertina ufficiale di Ausosa è la più visivamente esplosiva della discografia di Di Mauro: uno scenario post-apocalittico a fumetti, denso di simboli e di colori saturissimi che sembrano rifiutarsi di piegarsi alla distruzione.

Sullo sfondo una città in rovina — edifici sventrati, torri di comunicazione spezzate, fumo ovunque. In primo piano la terra bruciata arancione è disseminata di relitti: macchine abbandonate, televisori fracassati, teschi, una radio portatile. Un cavallo e un soldato a destra. A sinistra, una statua decapitata di una figura femminile — la civiltà perduta che guarda il vuoto.

E sopra tutto questo, impossibile e meraviglioso: un arcobaleno perfetto. Non è ironico — è reale. È la promessa che esiste ancora qualcosa di bello, anche qui, anche ora.

🌈
L'Arcobaleno — La Speranza Impossibile
Al centro della scena, tra le macerie e il fumo, sorge un arcobaleno pieno e luminoso. Non è un effetto grafico decorativo — è il simbolo portante dell'intero concept. In un mondo che ha smesso di funzionare, la natura continua. L'arcobaleno non chiede il permesso per esistere.
📺
I Relitti — La Civiltà Spezzata
Televisori fracassati, macchine abbandonate, una radio portatile, teschi sul terreno bruciato. Ogni oggetto è un frammento della civiltà che era. La televisione in primo piano non è casuale — è il collegamento diretto con l'album precedente: quello stesso medium zero che ora giace rotto sulla terra arancione.
🪰
La Mosca Gigante — La Natura che Torna
Una mosca enorme sorvola la scena, quasi a reggere l'arcobaleno con i suoi fili invisibili. Non è un elemento di orrore — è la natura che reclama il suo spazio. Dopo la fine dell'umanità organizzata, gli insetti, i fiori, i colori tornano. Eirene's Flowers non sono lontani.
Inquadramento Storico & Culturale

Arte come risposta al male

Ausosa si colloca in una tradizione precisa dell'arte del Novecento: quella che usa la catastrofe non come soggetto di denuncia fredda, ma come materia per costruire speranza. Non è distopia — è umanesimo radicale.

La critica lo ha accostato al film di Jonathan Glazer La zona di interesse: come quel film, Ausosa pone il problema del male non come questione politica ma etica. Non "chi ha sbagliato?" ma "cosa facciamo adesso?". La risposta di Di Mauro è univoca: suoniamo. Costruiamo comunità. Troviamo i fiori di Eirene.

Musicalmente, è il disco più vasto della sua carriera: rock, fusion, elettronica, classica minimale, library music, world music, americana — tutto convive in un'alternanza senza soluzione di continuità, tenuto insieme dai field recordings e dagli stralci di vecchie interviste che legano le tracce.

Jebel
Sahaba
Il sito reale — 13.000 anni fa

Jebel Sahaba è un sito archeologico in Sudan: il più antico cimitero di vittime di violenza di massa documentato al mondo. Sepolture risalenti a 13.000 anni fa con segni di conflitto interpersonale. Di Mauro trasforma questa tragedia millenaria in punto di partenza: il male è antico, ma l'umanità ha continuato.

Ius ad
bellum
Il diritto internazionale rovesciato

Ius ad bellum è il principio legale che definisce i casi in cui la guerra è "giustificata". Di Mauro lo usa ironicamente: il suo ius ad bellum è l'atto artistico — l'unica guerra che vale la pena combattere è quella per la bellezza e la comunità umana.

Eirene
La dea greca della pace

Eirene (Εἰρήνη) è la personificazione della pace nella mitologia greca, figlia di Zeus e Temi, sorella di Dike e Eunomia. I suoi fiori — immaginari — diventano nel concept la meta del viaggio: ciò che esiste solo nel mito ma che vale la pena cercare.

2024
Di Mauro
Il quarto album — L'opera più ambiziosa

Dopo Adagio Espressivo (teatro dell'anima), Une Ètude (intimità invernale) e Television (medium zero), Ausosa espande il campo all'universo intero. È il disco più personale — un messaggio in bottiglia lanciato da Catania al mondo in disordine.

Analisi Musicale

Un collage di linguaggi, una sola voce

La critica identifica in Ausosa l'album più ambizioso di Di Mauro — e anche il più difficile. Il vocabolario musicale si espande enormemente rispetto ai dischi precedenti, abbracciando generi che sembrano inconciliabili ma che trovano coerenza nella narrazione post-apocalittica che li abbraccia tutti.

I
I Field Recordings & Spoken Word

Come in Television e Une Ètude, i suoni del mondo reale strutturano il disco. Ma qui il materiale è più ricco: frammenti di vecchie interviste, telegiornali, risate di bambino. Questi elementi non sono abbellimenti — sono la colla narrativa che lega brani stilisticamente molto diversi, dando senso ai passaggi altrimenti bruschi tra mondi musicali distanti.

II
L'Eclettismo come Poetica

La critica nota: "non facile da incasellare in un genere". Progressive/synthwave, disco-funk, library music, spoken word, jazz-rock, orchestrale. Ogni brano porta il suo idioma — ma il disco funziona come un palinsesto di sopravvivenza: in un mondo post-apocalittico, i generi musicali sopravvivono come frammenti di civiltà, e il musicista li usa tutti. Nessun linguaggio viene privilegiato.

III
Gli Echi Leggendari

La critica elenca con precisione: Pink Floyd (la vastità emotiva), Moderat (l'elettronica organica), Morricone e John Williams (il pensiero cinematografico), Einaudi (il classico contemporaneo), Metheny (la fusion poetica). Non sono citazioni — sono echi sedimentati nella formazione di Di Mauro che emergono naturalmente quando il canvas creativo si allarga fino alle dimensioni di un'apocalisse.

I Brani

Nove tappe di un viaggio verso la luce

Nove tracce, una narrazione. Dalla prima radio che si accende nelle macerie all'ultimo accordo del carro dorato — ogni brano è un capitolo del romanzo sonoro di Ausosa, con il suo genere preciso e la sua funzione nella storia.

02
Jebel Sahaba Jazz-Rock · Elettronica Il brano ispirato al sito archeologico sudanese — il cimitero di guerra più antico del mondo, 13.000 anni fa. Il jazz-rock evocativo riflette la grandezza di una storia così antica da sembrare mito. Il musicista trova questo manufatto nelle macerie e capisce che il male è antico — ma l'umanità ha sempre continuato.
5:12
03
Lus ad Bellum Library Music · Spoken Word Il titolo deforma il latino "Ius ad bellum" — il diritto alla guerra del diritto internazionale. Di Mauro lo rovescia in un atto di espressione artistica. Lo spoken word accompagna la musica come una dichiarazione d'intenti: questa è la sua guerra, l'unica che vale. Un momento di empatia profonda e collettiva.
4:55
04
Deserere Library Music · Cinematica Dal latino "deserere": abbandonare, lasciare. Il brano del vuoto — la città deserta, le strade senza più voci, gli edifici che non ricordano più di essere stati abitati. La critica lo elenca tra i migliori: ha la qualità della library music più riuscita, quella che crea immagini precise senza bisogno di parole.
5:08
05
Rides On Western · Cinematica Il musicista in cammino. La critica lo descrive come "western" — e c'è effettivamente qualcosa di Morriconiano in questo brano: il paesaggio bruciato, il viaggiatore solitario, la destinazione incerta. È il momento del movimento fisico nel concept — dopo la stasi dell'esplorazione delle rovine, ora si cammina verso qualcosa.
4:22
06
Bravado Classica Minimale · Orchestrale Il momento di coraggio. "Bravado" è la bravura ostentata — la sfida al destino. La critica lo descrive come "ricamo classico": un brano orchestrale di grande delicatezza, dove la violenza del concept si trasforma in eleganza. È la prova che la bellezza sopravvive anche al peggio.
4:44
09
Colors Drips on My Face Articolato · Multi-genere · Conclusione La chiusura più ambiziosa della discografia di Di Mauro — "articolata" secondo la critica, che intende: non semplice, non lineare, stratificata. I colori che colano sul viso del protagonista sono la promessa di rinascita: l'arte che sporca e guarisce. Non è la vittoria — è il ritorno dei colori in un mondo che sembrava condannato al grigio. Fine del viaggio.
5:07
Prima di Ausosa · Ascolto

La playlist
delle origini

Questi sono i brani che hanno accompagnato la nascita di Ausosa — le musiche che Di Mauro ascoltava mentre scriveva, durante i lunghi percorsi mentali attraverso il paesaggio post-apocalittico che stava immaginando.

Non è una playlist di influenze dirette — è un paesaggio sonoro privato. Le atmosfere, le texture, le tensioni armoniche che hanno nutrito la scrittura. Ascoltarla prima di Ausosa è il modo migliore di entrare nel suo universo.

Ci sono Pink Floyd e Morricone, ci sono artisti contemporanei e colonne sonore, ci sono brani che sembrano arrivare da un futuro che ha già vissuto l'apocalisse e ne racconta la ricostruzione.

Playlist ufficiale di ispirazione
Curata da Gaetano Di Mauro · Spotify
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Artwork & Visual Universe

Il mondo visivo di Ausosa

Prima di arrivare alla cover ufficiale, Di Mauro ha esplorato un intero universo visivo per Ausosa — cover alternative, bozze, artwork interni. Ogni versione racconta qualcosa di diverso del concept: dall'illustrazione Mad Max coloratissima al b&w ink brutale, dal manga horror al cosmico speranzoso.

Merch · You Are Living in a Dystopia

Portare Ausosa nel mondo reale

Il merch di Ausosa estende il concept fuori dalla musica: "You Are Living in a Dystopia" — non una denuncia gridata, ma una dichiarazione di consapevolezza. Indossare questa frase è un atto politico discreto, un riconoscimento onesto della realtà che abitiamo.

Siate fieri.
Siate audaci.

Le cicatrici della distruzione sono visibili ovunque intorno a noi, eppure non possiamo permetterci di cedere al buio.

In questo viaggio, ho visto città ridotte in rovina, il dolore nei volti di coloro che hanno perso tutto e la disperazione che minaccia di spogliarci della speranza. Ma nel cuore di questa desolazione, ho anche scoperto un bagliore tenace, una luce che si nega ad essere spenta.

Avete dimostrato una resilienza straordinaria. Nonostante le vostre case siano state abbattute, i vostri campi distrutti e le vostre speranze messe a dura prova. La vostra determinazione è il rifugio che risplende attraverso le tenebre, una fiamma che non si spegne.

Ogni sorriso condiviso, ogni gesto di solidarietà, è un atto di sfida contro il destino avverso che ci ha colpito. Nel vostro coraggio trovo la forza di continuare, nel vostro amore per la vita trovo la motivazione per ricostruire ciò che è stato distrutto.

L'oscurità può sembrare insormontabile, ma ricordate che il sole sorge sempre dopo la notte più buia. Non ci arrenderemo, non permetteremo che la distruzione prevalga.

Oggi, vi invito a stringere i vostri vicini, a sollevare coloro che vacillano e a rinnovare la promessa di un domani migliore.

Siate fieri, siate audaci, perché siamo più forti di quanto possiamo immaginare. La nostra storia non è ancora scritta completamente, e insieme la scriveremo con coraggio, speranza e amore.

Con fiducia eterna,
Gaetano Di Mauro · Ausosa 2024
Press & Recensioni

La critica ha scritto

Due voci critiche che convergono sul carattere unico di Ausosa: un'opera che supera la musica stessa per diventare narrazione, manifesto etico, invito all'azione.

Sergio Sciambra — Rockit.it

"Una narrazione interessante e più ambiziosa della stessa musica che la contiene. Echi di Pink Floyd, Moderat, Morricone, Einaudi e Metheny in un'alternanza di rock, fusion, elettronica e classica minimale."

Album completo · 2024
Europa e Cultura Elettronica

"Più che un album utopico Ausosa è un album umano, un lavoro che ci invita a cercare all'orizzonte una nuova alba. Come il film di Glazer, pone il problema della guerra e del male come un problema etico più che politico-sociale."

Consigliato: Pink Floyd · Air · Vangelis · Top: Mr Werran · Red · Deserere · Eirene's Flowers
Analisi critica — il punto centrale

"Ne risulta un ascolto dallo svolgimento particolare, dove a volte è facile perdersi ma dove, in fondo, si viene invitati a prestare orecchio alla narrazione più che alla composizione in sé. Sono proprio quei frammenti sonori — stralci di interviste, telegiornali, risate di bambino — che legano e inframmezzano le tracce, dando senso a una serie di passaggi altrimenti poco comprensibili, nello stacco tra mondi musicali diversissimi."

Il nodo critico: la narrazione sopravanza la musica — e questo, per Ausosa, non è un difetto ma il progetto stesso
Riferimenti & Parentele

Sei artisti che abitano lo stesso universo sonoro ed etico di Ausosa — citati dalla critica o presenti nello spirito del disco. Non sono modelli: sono le stelle che il musicista vede nel cielo post-apocalittico mentre suona.

Pink Floyd
The Wall
1979
Il concept album come opera totale — narrazione, musica, visione del mondo. Il muro di Pink Floyd è una metafora dell'isolamento; le rovine di Ausosa sono una metafora della caduta. In entrambi i casi, la musica è l'unica via d'uscita.
Ennio Morricone
C'era una volta il West
1968
Il paesaggio come protagonista, il silenzio come tensione, il tema melodico come identità. Rides On di Ausosa respira l'aria del western moricconiano: c'è polvere, lontananza, qualcosa di irrecuperabile che vale comunque la pena cercare.
Moderat
II
2013
L'elettronica organica, quella che respira come un essere vivente. Moderat riesce a fare dell'elettronica un'esperienza emotiva senza ridurla a fredda architettura sonora. È il modello per i passaggi più elettronici di Ausosa.
Vangelis
Blade Runner OST
1982
La colonna sonora di un mondo post-umano dove la bellezza sopravvive alla catastrofe. Vangelis insegna che la musica elettronica può essere epica e intima allo stesso tempo — e che il futuro distopico merita la stessa grandiosità del passato classico.
Pat Metheny
Secret Story
1992
La fusion come lingua universale — quella che non appartiene a nessuna tradizione ma le abbraccia tutte. Metheny ha dimostrato che la chitarra jazz-rock può essere un veicolo di emozioni cosmiche. Jebel Sahaba e Eirene's Flowers hanno questo respiro.
Jonathan Glazer
La Zona di Interesse
2023
Non un musicista ma il regista citato esplicitamente dalla critica. Come il film di Glazer, Ausosa pone il male come problema etico — non politico, non storico, ma personale. Il messaggio: ignorare il dolore altrui è una scelta, non un destino.

La musica resta.
Anche dopo la fine.

Disponibile su tutte le piattaforme digitali · 2024

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