Side Project · EP · Free Jazz · Impro · 2021

Gaetano Di Mauro & Antonino Cortese

INTER
PLAY

Cinque improvvisazioni libere nate nel mezzo delle sessioni di Television. Due strumenti lontanissimi che nella spazialità del suono si ritrovano — per poi riperdersi, e ricominciare.

Anno2021
FormatoEP
Tracce5
StileFree Jazz

"Abbiamo strizzato le note lasciandole scorrere tra le trame di uno straccio stretto, senza badare a dove stesse gocciolando — ma consapevoli del suono che stavamo creando."

Interplay — Gaetano Di Mauro & Antonino Cortese
Scorri
IMPRO
Libertà
assoluta.
Nessuna
regola.
Solo suono.
Il Concept

Interplay nasce quasi per caso — e questo è il suo segreto più prezioso. Mentre Gaetano Di Mauro era nel pieno delle sessioni di registrazione del sequel di Television, l'incontro con il batterista Antonino Cortese ha prodotto qualcosa di completamente diverso da tutto il catalogo precedente: cinque sessioni di improvvisazione pura, libera, senza rete.

Il concetto era radicale nella sua semplicità: lasciare ogni libertà di espressione. Nessuna struttura predefinita, nessuna partitura, nessun accordo preventivo su dove andare. I due musicisti hanno semplicemente suonato — e registrato — fidandosi che qualcosa di reale emergesse dalla libertà totale.

La metafora che Di Mauro usa per descrivere il processo è straordinariamente precisa: "estrapolare il concentrato più puro da una sostanza diluita al massimo". Come strizzare uno straccio saturo d'acqua — non sai dove gocciolerà, ma sai che quello che viene fuori è l'essenza. Le cinque tracce di Interplay sono esattamente questo: gocce di essenza sonora.

"Due strumenti a volte molto lontani che nella spazialità del suono hanno saputo ritrovarsi, per poi riperdersi e intraprendere due strade parallele che, come sappiamo, all'infinito si rincontreranno."

— Gaetano Di Mauro, press release di Interplay

È un progetto che rompe completamente il profilo del Di Mauro compositore attento, architettonico, concettuale — quello di Adagio Espressivo, di Television, di Ausosa. Interplay è l'altra faccia: l'istinto, il corpo, il respiro in tempo reale. Non è meno pensato — è pensato diversamente, pensato mentre accade.

La Copertina · Un Dipinto Originale
Interplay — cover ufficiale

Cover ufficiale · Interplay · 2021

Dipinto originale di Gaetano Di Mauro — copertina di Interplay

Il dipinto originale ad acquerelli · Gaetano Di Mauro

Il gesto pittorico
è il gesto musicale

La copertina di Interplay è un dipinto originale di Gaetano Di Mauro — acquerelli su carta, astratto, gestuale, esplosivo nei colori. Non è una scelta decorativa: è la dichiarazione più onesta possibile sul contenuto del disco.

Guardando il dipinto si capisce immediatamente cosa troveremo nell'ascolto: pennellate di blu cobalto che si scontrano con rosso cremisi, il nero che interrompe il magenta, il giallo che emerge improvviso tra le campiture più dense. Nessun centro, nessuna gerarchia. Ogni segno vale quanto gli altri.

È esattamente quello che accade in una sessione di free jazz: i due strumenti — chitarra e batteria — si muovono come pennelli su una tela comune. A volte si sovrappongono, a volte si allontanano agli angoli opposti della composizione, a volte uno copre l'altro completamente.

🎨
La Gestualità — L'Improvvisazione Visiva
I tratti rapidi e sovrapposti rispecchiano la natura dell'impro-jazz: non c'è un'idea centrale eseguita — ci sono molte idee simultanee che si negoziano lo spazio. Il dipinto è la partitura di Interplay tradotta in colore.
🌈
I Colori — Le Voci dei Due Strumenti
Il blu dominante e il rosso/magenta che lo sfida possono essere letti come i due strumenti: chitarra e batteria, melodia e ritmo, struttura e caos. Ma nel dipinto — come nella musica — queste distinzioni si dissolvono. Alla fine è un solo colore composto.
Il Bianco — Il Silenzio tra le Note
Nella cover, il dipinto non copre tutta la superficie: il bianco della carta emerge in punti precisi. Nel free jazz, il silenzio ha lo stesso peso del suono. Le pause di Interplay non sono vuoti — sono decisioni.
I Due Musicisti
Gaetano Di Mauro & Antonino Cortese

Un dialogo tra due mondi sonori

Interplay non è un disco solista con accompagnamento — è un progetto di pari dignità, dove la batteria di Antonino Cortese non "supporta" la chitarra di Di Mauro ma la sfida, la contraddice, la porta in direzioni che nessuno dei due avrebbe preso da solo.

È precisamente questa tensione che rende l'EP così vivo: due musicisti con background diversi, che si trovano nello stesso spazio sonoro per la prima volta in modo così radicalmente libero, senza la struttura compositiva che normalmente guida i dischi di Di Mauro.

Chitarra · Composizione · Produzione
Gaetano Di Mauro
Compositore e polistrumentista catanese. Dopo tre album solisti di natura concettuale e ambientale — Adagio Espressivo, Une Ètude, Television — Interplay rappresenta il momento in cui lascia cadere l'architettura per abbracciare l'istinto puro.
Batteria · Percussioni
Antonino Cortese
Il batterista che aveva già collaborato con Di Mauro nelle sessioni di Television. La sua presenza in Interplay è quella di un interlocutore vero — non segue, risponde. La batteria non accompagna: conversa.
Analisi Musicale

Il free jazz come conversazione

Interplay si inserisce in una tradizione precisa del jazz radicale — quella dell'improvvisazione collettiva senza leader, senza struttura armonica predefinita, senza metro fisso. Ma Di Mauro porta in questo territorio la sua sensibilità da compositore: anche nella libertà totale, c'è ascolto, c'è risposta, c'è cura per il suono globale.

I
L'Impro-Jazz Radicale

La critica accosta Interplay a Mats Gustafsson — il sassofonista svedese che con il suo The Thing ha portato il free jazz europeo ai suoi limiti più estremi. Non è un confronto di stile ma di attitudine: la stessa disponibilità a spingersi oltre il confortante, a lasciare che il suono vada dove vuole senza intervenire per "aggiustarlo".

II
La Produzione Sottile

La critica nota "un sottile lavoro produttivo" — e questo è il dettaglio più significativo. L'impro pura è spesso registrata in modo grezzo, lasciando tutta la ruvidezza. Di Mauro sceglie invece di confezionare le sessioni con cura, mantenendo l'energia grezza ma restituendola con chiarezza sonora. L'istinto, con la qualità di un disco vero.

III
Il Racconto Spontaneo

Le cinque tracce non sono cinque pezzi disconnessi — seguono un arco narrativo che emerge dall'improvvisazione stessa. Dall'inizio esplorativo di "Beginning of..." alla conclusione sicula di "La passiata", c'è un senso di viaggio compiuto. Non era pianificato: è emerso. E questo è il miracolo del free jazz quando funziona.

Le Cinque Sessioni

Un racconto in cinque movimenti

Cinque improvisazioni che la critica descrive come "un piccolo angolo di vita" — ognuna con il suo titolo evocativo, ognuna catturando un momento preciso del dialogo tra i due strumenti. L'ordine non è casuale: c'è un'alba, un'esplorazione, una quiete, un'espansione, un ritorno.

02
We Are Dopo l'esplorazione iniziale, un'affermazione. "Siamo" — insieme, definiti, presenti. Il dialogo ha trovato una prima forma condivisa. La batteria e la chitarra non si cercano più: sanno dove si trovano l'uno rispetto all'altro e possono permettersi di allontanarsi, sicuri di ritrovarsi.
03
Looking Out Lo sguardo si apre verso l'esterno. Dopo due tracce di costruzione interna, la musica guarda fuori dalla stanza — verso lo spazio, verso il silenzio oltre le mura dello studio. È il brano più aperto dell'EP, quello in cui i due strumenti smettono di dialogare tra loro e iniziano a dialogare con il vuoto.
04
At the Sea Il mare — fluido, imprevedibile, senza confini fissi. La musica qui si fa ondulante, il ritmo si dissolve e si riforma come onde. È il momento di massima libertà dell'EP: i due strumenti galleggiano, non camminano. Il riferimento al mare non è geografico (anche se Di Mauro è catanese, cresciuto a pochi passi dal Mediterraneo) — è uno stato della musica.
05
La Passiata Il titolo in dialetto siciliano — la "passeggiata" — chiude il cerchio con una parola radicata nella cultura del territorio. Dopo tutto il viaggio sonoro, si torna a qualcosa di semplice e locale: una camminata senza meta, lenta, tranquilla. Come due vecchi amici che dopo una lunga conversazione si salutano e ognuno prende la sua strada. Le due strade parallele che, come sappiamo, all'infinito si rincontreranno.
La Critica

La critica ha scritto

Una voce critica che coglie il carattere unico di Interplay nel catalogo di Di Mauro — un lavoro dove la libertà espressiva sostituisce il rigore compositivo, producendo qualcosa di altrettanto valido ma radicalmente diverso.

Europa e Cultura Elettronica · 19 Marzo 2021

"Interplay è un EP all'insegna dell'impro-jazz, una sessione di 5 tracce dove i due musicisti si lasciano andare alla libertà espressiva più assoluta, il tutto confezionato da un sottile lavoro produttivo. Una sessione che mette al centro lo scambio di idee e di suggestioni, dove al centro del mirino c'è la libertà espressiva più assoluta."

Traccia più riuscita: Beginning of... · Stile: Free Jazz · Consigliato: Mats Gustafsson
Riferimenti & Parentele

Tre artisti che abitano lo stesso territorio di libertà radicale di Interplay — dal free jazz europeo all'improvvisazione contemporanea, passando per il jazz che ha smesso di chiedere il permesso.

Mats Gustafsson
The Thing
Mats/Morgan Band
Il riferimento citato esplicitamente dalla critica. Gustafsson è il principale alfiere del free jazz radicale europeo — sassofono portato ai suoi limiti fisici, rifiuto categorico di ogni compromesso melodico. L'attitudine di Interplay ha la stessa intransigenza, anche se il sound è più controllato.
Ornette Coleman
Free Jazz:
A Collective Improvisation · 1960
Il disco che ha definito il genere — due quartetti che improvvisano simultaneamente senza struttura armonica o metrica. Il concetto di Interplay — due strumenti che si muovono in libertà totale trovando una coerenza organica — discende direttamente da questo manifesto.
Derek Bailey
Improvisation:
Its Nature and Practice · 1992
Il chitarrista britannico che ha teorizzato e praticato l'improvvisazione come forma d'arte autonoma — non come mancanza di composizione ma come composizione in tempo reale. La chitarra di Di Mauro in Interplay respira nella stessa tradizione: libera ma non casuale.

Ascolta.
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